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Liliana Barbus - miodottore.it
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NON È SUFFICIENTE UDIRE BISOGNA ANCHE ASCOLTARE

La Danza della Mente
Pubblicato da in Psicologia · 19 Settembre 2017
Tags: psicologia;psicoterapia;barbus;comunicazione;ascolto
La nostra società ha imparato che il cattivo ascolto è uno dei problemi più gravi che si affrontano nei rapporti interpersonali. In un “villaggio globale” che ha come fondamento il sistema di comunicazione, quando questo si interrompe, gli errori possono costare moltissimo. Si dice che “l’efficienza d’ascolto” è molto bassa e che in tanti casi i rapporti migliorerebbero notevolmente se si ascoltasse di più e meglio sul posto di lavoro, in famiglia, nella comunità e fra le nazioni.

Il cosiddetto “divario fra le generazioni” non è in effetti un “divario di comunicazioni”? I genitori non accusano spesso i figli di non prestare attenzione quando loro parlano? E i giovani d’oggi non si lamentano forse che i genitori non li ascoltano quando cercano di parlare loro di problemi personali? I problemi coniugali non sono spesso attribuiti alla “mancanza di dialogo”?

Come ovviare a questo problema di comunicazione?

Prima di tutto, bisogna concentrarsi su quanto viene detto, anche se l’interlocutore non è molto raffinato e neppure molto istruito.

Ascoltare i fatti che presenta e che sono utili, può fare la differenza. “Udire con attenzione” è un’arte che implica diversi fattori. Dovremmo imparare a dimenticare i modi o l’aspetto di chi ci parla per concentrarci su quanto dice. Poi, visto che l’azione dell’ascolto e quattro volte più rapida di quella del “parlare”, si dovrebbe appro-fittare di questo tempo per classificare le informazioni. Far questo significa fare i giusti collegamenti con quanto sappiamo già, pensare ai risultati che avremmo applicando queste informazioni. La fretta è cattiva consigliera, per cui dovremmo ascoltare l’interlocutore sino in fondo, tenendo a freno i pregiudizi che ci portano con facilità a reazioni emotive. Tener conto da parte di chi proviene ciò che si sta dicendo, non è sempre un buon consiglio da seguire. II saggio riconosce la verità indipendentemente da chi la dice. Alcuni hanno la tendenza a reagire: “rifiuti immediati”. Ma può essere umiliante cercare di rispondere a una questione prima di averla udita. Recita a questo proposito il saggio: “Chi risponde prima di aver ascoltato, avrà stoltezza e vergogna.” (Bibbia: Proverbi 18,13).

Visto che nessuno di noi sa tutto, dovremmo rammentare che le nostre idee si basano su informazioni che abbiamo ricevuto nel passato. Non abbiamo sempre avuto quelle idee. La persona ragionevole sa che c’è dell’altro da imparare e deve essere di mente aperta, agendo in base alla validità di quello che ode.

Divenire più abili nell’arte dell’ascolto è solo un altro modo per “amare il prossimo come se stessi”.

I risultati sono molteplici: più memoria per i nomi, migliorata capacità di ricordare appuntamenti ed impegni, una migliore reputazione per il fatto che si ha spirito di osservazione e i compiti si eseguono con più accuratezza, per menzionare solo alcuni vantaggi. Se ci rendessimo conto che i primi anni sono il tempo migliore per imparare, per quanto riguarda i figli, dovremmo cominciare presto a insegnar loro l’importanza non solo di udire, ma di ascoltare.

Si capisce quindi che bisogna cominciare molto presto. Leggendo ai bambini molto piccoli li abituiamo a prestare attenzione, a diventare familiari con le parole e con libri, a mettere insieme i pensieri.

Come per qualsiasi arte, anche quando si ha talento, per coltivare la capacità di ascoltare ci vogliono addestramento, esercizio e pazienza. Può voler significare un duro lavoro e richiederà determinazione, ma come in altri campi, una raffinata arte dell’ascolto può creare soddisfazione a noi e ad altri, contribuendo in notevole misura a rendere più produttivi i rapporti umani in molti campi della vita.



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